Il Centro Cinofilo King Dog basa l’addestramento del cane sul metodo naturale e non costrittivo, mettendo in primo piano le qualità naturali e gli istinti più o meno spiccatamente presenti nel soggetto, rispettando i tempi e i modi dell’apprendimento.
giovedì 3 marzo 2016
sabato 10 ottobre 2015
martedì 21 aprile 2015
giovedì 19 marzo 2015
IL VOSTRO CANE O GATTO APPOGGIA LA TESTA CONTRO IL MURO? CORRETE DAL VETERINARIO!
Un
sintomo che può sembrare banale e innocuo, ma che in realtà potrebbe salvare la
vita al vostro cane o gatto, se individuato. Si tratta di appoggiare la testa
contro il muro. Se il vostro animale appoggia la testa conto il muro senza
muoversi, correte dal veterinario.
E'
l'appello per i proprietari lanciato su Facebook da Steunpunt voor Dieren,
un'associazione olandese per la protezione animali. Ma perché? La spiegazione è
particolarmente allarmante. A quanto pare un cane o un gatto che spinge la
testa contro un muro (o altro) senza alcun motivo apparente (come giocare o
graffiare) potrebbe essere affetto da lesione cerebrale, avvelenamento, tumore,
infezioni o molte altre malattie.
Questo
comportamento potrebbe sembrare banale, divertente e persino simpatico e spesso
ci si rende conto troppo tardi che potrebbe essere qualcosa di grave.
Indicherebbe, infatti, un sintomo neurologico che va indagato e che può avere
diverse cause. Si chiama Head pressing (atto compulsivo che consiste nel
premere la testa contro un muro o un oggetto senza alcun motivo apparente).
Per
questo è importante rivolgersi il prima possibile al veterinario, che saprà
consigliarvi sul da farsi, consigliando una visita neurologica ed escludendo
altre cause prima di fare risonanza. Intanto il post dell'associazione è
diventato virale, diffondendosi a macchia d'olio su Facebook in pochi giorni.
Ricordiamo:
se il vostro cane o gatto preme la testa contro un muro o un oggetto, è il
momento di vedere un veterinario per escludere gravi malattie.
Roberta
Ragni
Fonte:
greenMe
martedì 24 febbraio 2015
PROCESSIONARIA INFORMAZIONI IMPORTANTI PER CHI ANCORA NON LA CONOSCE.
La PROCESSIONARIA è una farfalla notturna, costruisce nidi sui rami di pino
marittimo e querce, i nidi sono bianchi come grossi batuffoli.
In questo periodo e per tutto marzo/aprile dal nido scendono
centinaia di bruchi pelosi in fila indiana (da questo il nome di
Processionaria)
Gli animali che per
curiosare avvicinano il naso o la lingua (quando non li ingeriscono) si
provocano danni più i meno gravi che vanno da una lesione simile a scottatura
alla perdita per necrosi o amputazione di parte del naso o della lingua..
Se ingeriscono i bruchi è molto probabile che muoiano.
In questo caso occorre versare subito del bicarbonato ( vi
consiglio di portarne con voi un bustina durante le passeggiate) dove si
sospetta il contatto, se possibile lavare con tanta acqua e poi una corsa
veloce al primo veterinario disponibile
Ecco le foto che mostrano le bestioline, i loro nidi e i
danni causati ai cani
CONSIGLIO: se la
vostra passeggiata prevede il passaggio sotto pini o querce, state molto
attenti e, meglio ancora, cambiate percorso per i prossimi 2 mesi
Fonte: Danila Callarelli
sabato 14 febbraio 2015
S.O.S QUANDO FIDO E' AMMALATO
In
caso di incidente
Il vostro aiuto può essere fondamentale; ciò nonostante, dopo il vostro soccorso, portate il cane dal veterinario il più presto possibile. La prima regola valida in qualsiasi caso è quella di mantenere la calma e di tranquillizzare il cane.
Shock e collasso
Coprite il cane con una coperta, allentate il collare, aprire la bocca del cane ed eliminate qualsiasi materiale estraneo (vomito, saliva, sangue) che possa bloccare le vie respiratorie. Controllate il polso ed il respiro, se il cane non reagisce praticate il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale (solo se siete in grado). Non muovete il cane più del necessario e chiamate il veterinario.
Emorragia
Premete un tampone sulla ferita e fissatelo stretto con una fasciatura, per arrestarla. Chiamate il veterinario.
Annegamento
Cane piccolo: mettete il cane a testa in giù tenendolo per le zampe posteriori. Con l’aiuto di un’altra persona, apritegli la bocca e schiacciate ritmicamente (e delicatamente) il torace. Cane grande: sollevate il cane e mettetelo sulla vostra spalla, apritegli la bocca e pompate il torace.
Colpo di calore
Bagnate il corpo del cane con acqua fredda, se necessario togliete la schiuma dalla bocca. Andate dal veterinario. Attenzione: non lasciate MAI il cane da solo in auto durante le giornate calde, se proprio necessario lasciatelo solo per pochi minuti e con i finestrini aperti. Durante i trasferimenti portate sempre con voi una ciotola e dell’acqua.
Corpo estraneo in bocca e gola
Trattenete il cane e apritegli la bocca. Se non riuscite a rimuovere il corpo estraneo con le mani usate delle pinze sottili. Altrimenti, se il corpo estraneo è in profondità, attuate la tecnica usata nel caso di annegamento; se non siete sicuri di aver liberato completamente le vie respiratorie correte dal veterinario!
Corpo estraneo nell’occhio
Non lasciate che il cane si tocchi l’occhio con le zampe (coprite le zampe con dei calzini riempiti di cotone). Trattenete il cane: separate le palpebre con le dita, se il corpo estraneo è in superficie, toglietelo tramite irrigazione. Se il corpo estraneo non è in superficie, non toccatelo e andate subito dal veterinario.
Avvelenamento
Sintomi: vomito, collasso, convulsioni, emoraggia, debolezza. Contattate subito il veterinario. Se il cane avesse inghiottito veleno nell’ultima mezz’ora, è utile farlo vomitare somministrando sale in acqua calda, senape in acqua fredda, oppure una cucchiaiata di bicarbonato di sodio. Se pensate di sapere a cosa sia dovuto l’avvelenamento, raccoglietene un campione e portatelo dal veterinario insieme al cane.
Ferite
Tagliate il pelo così che possiate vedere bene la ferita. Controllate l’emorragia e trattatela come descritto in precedenza. Se possibile fasciate la ferita. Contattate il veterinario.
Ustioni
Lavate via la sostanza con acqua fredda. Applicate un unguento grasso come la vaselina. Curate come per lo shock e contattate il veterinario.
Fratture
Avvolgete con cotone idrofilo l’arto rotto. Steccate la zampa disponendo due assicelle sopra e sotto l’arto legandole saldamente. Andate dal veterinario.
Consigli utili...
Come trattenere il cane
Cucciolo: afferratelo saldamente la collottola. Cane di media taglia: abbracciate il cane mettendo un braccio sotto la testa e l’altro intorno al corpo trattenendo contemporaneamente una zampa anteriore. Cane di grossa taglia: la parte anteriore va trattata come un cane di media taglia, ma è necessaria un’altra persona che trattenga quella posteriore.
Somministrare una pastiglia
Non frantumate la compressa. Posizionatevi e trattenete il cane da dietro. Afferrate saldamente la mascella superiore con una mano. Con la mano che tiene la compressa, tirate giù la mascella inferiore e spingete la compressa nel retrobocca.
Irrigazione dell’occhio
Imbevete della garza (non cotone) con collirio, tè freddo o acqua borica. Tenete l’occhio aperto con le dita. Spremete la garza imbevuta sopra l’occhio. Lubrificate l’occhio con una goccia di olio di vaselina medicinale usando il contagocce.
Curiosità: le cose utili da sapere...
La temperatura corporea del cane è di circa 38,5°C.
Il modo più semplice per misurare la temperatura è per via rettale usando un termometro piccolo e robusto.
Per misurare la temperatura bisogna attendere circa un minuto, per cui è consigliabile aspettare un momento in cui il cane sia tranquillo.
Si considera stato febbrile dai 39°C.
Tra i 40°C e i 42°C la febbre è molto alta.
Se la temperatura è inferiore ai 38°C si parla di ipotermia; questo si verifica in casi particolari come: shock, assideramento, parto.
Cosa avere sempre nella cassetta del pronto soccorso:
forbici, termometro, pinzette, bende, cerotto adesivo, garza, cotone idrofilo, vecchi calzini, buste di plastica per le medicazioni ai piedi, pomata e lozione antisettica, cotton-fioc, compresse a base di caolino, lozione alla calamina, collirio, lozione per le orecchie, olio di vaselina.
Il vostro aiuto può essere fondamentale; ciò nonostante, dopo il vostro soccorso, portate il cane dal veterinario il più presto possibile. La prima regola valida in qualsiasi caso è quella di mantenere la calma e di tranquillizzare il cane.
Shock e collasso
Coprite il cane con una coperta, allentate il collare, aprire la bocca del cane ed eliminate qualsiasi materiale estraneo (vomito, saliva, sangue) che possa bloccare le vie respiratorie. Controllate il polso ed il respiro, se il cane non reagisce praticate il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale (solo se siete in grado). Non muovete il cane più del necessario e chiamate il veterinario.
Emorragia
Premete un tampone sulla ferita e fissatelo stretto con una fasciatura, per arrestarla. Chiamate il veterinario.
Annegamento
Cane piccolo: mettete il cane a testa in giù tenendolo per le zampe posteriori. Con l’aiuto di un’altra persona, apritegli la bocca e schiacciate ritmicamente (e delicatamente) il torace. Cane grande: sollevate il cane e mettetelo sulla vostra spalla, apritegli la bocca e pompate il torace.
Colpo di calore
Bagnate il corpo del cane con acqua fredda, se necessario togliete la schiuma dalla bocca. Andate dal veterinario. Attenzione: non lasciate MAI il cane da solo in auto durante le giornate calde, se proprio necessario lasciatelo solo per pochi minuti e con i finestrini aperti. Durante i trasferimenti portate sempre con voi una ciotola e dell’acqua.
Corpo estraneo in bocca e gola
Trattenete il cane e apritegli la bocca. Se non riuscite a rimuovere il corpo estraneo con le mani usate delle pinze sottili. Altrimenti, se il corpo estraneo è in profondità, attuate la tecnica usata nel caso di annegamento; se non siete sicuri di aver liberato completamente le vie respiratorie correte dal veterinario!
Corpo estraneo nell’occhio
Non lasciate che il cane si tocchi l’occhio con le zampe (coprite le zampe con dei calzini riempiti di cotone). Trattenete il cane: separate le palpebre con le dita, se il corpo estraneo è in superficie, toglietelo tramite irrigazione. Se il corpo estraneo non è in superficie, non toccatelo e andate subito dal veterinario.
Avvelenamento
Sintomi: vomito, collasso, convulsioni, emoraggia, debolezza. Contattate subito il veterinario. Se il cane avesse inghiottito veleno nell’ultima mezz’ora, è utile farlo vomitare somministrando sale in acqua calda, senape in acqua fredda, oppure una cucchiaiata di bicarbonato di sodio. Se pensate di sapere a cosa sia dovuto l’avvelenamento, raccoglietene un campione e portatelo dal veterinario insieme al cane.
Ferite
Tagliate il pelo così che possiate vedere bene la ferita. Controllate l’emorragia e trattatela come descritto in precedenza. Se possibile fasciate la ferita. Contattate il veterinario.
Ustioni
Lavate via la sostanza con acqua fredda. Applicate un unguento grasso come la vaselina. Curate come per lo shock e contattate il veterinario.
Fratture
Avvolgete con cotone idrofilo l’arto rotto. Steccate la zampa disponendo due assicelle sopra e sotto l’arto legandole saldamente. Andate dal veterinario.
Consigli utili...
Come trattenere il cane
Cucciolo: afferratelo saldamente la collottola. Cane di media taglia: abbracciate il cane mettendo un braccio sotto la testa e l’altro intorno al corpo trattenendo contemporaneamente una zampa anteriore. Cane di grossa taglia: la parte anteriore va trattata come un cane di media taglia, ma è necessaria un’altra persona che trattenga quella posteriore.
Somministrare una pastiglia
Non frantumate la compressa. Posizionatevi e trattenete il cane da dietro. Afferrate saldamente la mascella superiore con una mano. Con la mano che tiene la compressa, tirate giù la mascella inferiore e spingete la compressa nel retrobocca.
Irrigazione dell’occhio
Imbevete della garza (non cotone) con collirio, tè freddo o acqua borica. Tenete l’occhio aperto con le dita. Spremete la garza imbevuta sopra l’occhio. Lubrificate l’occhio con una goccia di olio di vaselina medicinale usando il contagocce.
Curiosità: le cose utili da sapere...
La temperatura corporea del cane è di circa 38,5°C.
Il modo più semplice per misurare la temperatura è per via rettale usando un termometro piccolo e robusto.
Per misurare la temperatura bisogna attendere circa un minuto, per cui è consigliabile aspettare un momento in cui il cane sia tranquillo.
Si considera stato febbrile dai 39°C.
Tra i 40°C e i 42°C la febbre è molto alta.
Se la temperatura è inferiore ai 38°C si parla di ipotermia; questo si verifica in casi particolari come: shock, assideramento, parto.
Cosa avere sempre nella cassetta del pronto soccorso:
forbici, termometro, pinzette, bende, cerotto adesivo, garza, cotone idrofilo, vecchi calzini, buste di plastica per le medicazioni ai piedi, pomata e lozione antisettica, cotton-fioc, compresse a base di caolino, lozione alla calamina, collirio, lozione per le orecchie, olio di vaselina.
Fonte: www.cani.net
sabato 3 gennaio 2015
RENZI: "I REATI CONTRO GLI ANIMALI NON SARANNO DEPENALIZZATI"
Questi
i reati contro gli animali che vogliono depenalizzare. Renzi dichiara che sul
maltrattamento degli animali faranno un passo indietro! Prima di cantar
vittoria è meglio aspettare, qualche colpo di coda dell’ultimo minuto è sempre
possibile!
Divieto di combattimento tra animali
– art.544 quinquies
Maltrattamento di animali – art.544 ter
Uccisione di animali – art.544 bis
Uccisione o danneggiamento di
animali altrui – art.638 c.p.
Roma, 23 dicembre 2014 - Per il «decreto sulla giustizia» che
depenalizza i reati per la lieve entità del fatto, «molti animalisti sono preoccupati perché sembra che
depenalizziamo il maltrattamento degli animali. Ma vorrei rassicurare: queste norme
non sono ancora legge, saranno modificate. Ascoltiamo sempre
tutti. Si può anche sbagliare e modificare in corsa qualche
riforma che facciamo». Così il premier Matteo Renzi a Rtl
102.5.
"Finalmente il premier si è accorto
che esistono anche gli animali. Mi fa piacere che abbia ammesso l'errore del governo
e prometta di modificare il decreto sulla non punibilità per tenuità del
fatto, in modo da evitare che restino impuniti i reati contro gli animali. La
considero una nuova grande vittoria dalla parte dei nostri piccoli amici, di
chi li ama e vuole vederli tutelati. É il risultato di questi giorni di intensa
mobilitazione nella quale abbiamo coinvolto l'Italia intera ma certamente
continueremo a vigilare e ad essere la voce di chi non ha voce". Così
Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e
Ambiente, in
prima linea nella battaglia contro la depenalizzazione dei reati a danno degli
animali, commenta le parole di Renzi sul decreto legislativo.
"Accogliamo con grande
soddisfazione la notizia di una possibile esclusione dei reati contro gli
animali dal novero di quelli depenalizzati, obiettivo per il
quale avevamo promosso una forte iniziativa in rete. Ringraziamo quanti, in
seno al Parlamento, si sono resi portavoce delle nostre preoccupazioni e del
nostro allarme circa un possibile 'colpo di spugna'. E Ringraziamo in
particolare l'onorevole Amati e l'onorevole Cirinnà che nei giorni scorsi
avevano scritto al ministro Orlando". Lo dichiara in una nota l'Enpa,Ente nazionale protezione animali.
"Auspichiamo pertanto - prosegue la nota - che lo stop alla
depenalizzazione dei reati contro gli animali trovi una positiva conferma anche
nel testo del decreto, confermando così quanto di buono ha fatto in questi anni
il nostro Paese per assicurare e rafforzare la tutela giuridica degli esseri
senzienti non umani".
giovedì 30 ottobre 2014
mercoledì 3 settembre 2014
PERCHE' IL CANE LECCA LE MANI E IL VISO DEL PROPRIETARIO?
di Manuela Chimera Dott.ssa Veterinaria
Oggi andiamo a vedere perché il cane a
volte si mette a leccare mani, piedi e viso del proprietario: non si tratta di
basi, a seconda del momento e della situazione in cui lo fa vuol dire una cosa
piuttosto che l’altra.
Quante volte lo
abbiamo sentito dire? Il cane mi lecca perché mi dà i
bacini ed è felice. Beh, spiacente smontare ogni volta tutte queste
errate convinzioni, ma non è proprio così. Si tratta ancora una volta di umanizzare troppo il cane, stiamo traducendo un comportamento
canino utilizzando un pensiero umano e come al solito fraintendiamo il
comportamento del cane. Andiamo dunque a scoprire cosa vuol dire quando il cane
ci lecca mani, viso e piedi, a seconda della situazione il messaggio del cane
cambia.
Perchè il cane ci lecca?
Partiamo dalla nascita
dei cuccioli, quando questi vengono leccati
vigorosamente dalla madre per stimolare il sistema respiratorio e il cuore e
per aiutarli a urinare e defecare. Successivamente la madre continua a leccare
i cuccioli per stimolarli e per pulirli. Per i cuccioli questo leccamento
significa ricevere affetto ed attenzioni, ecco perché alcuni cani ci leccano il
viso anche da adulti: soprattutto se è da un po’ che non vediamo il cane, lui
ci lecca le labbra per mimare quel comportamento da cucciolo tramite il quale chiedeva il rigurgito di cibo da parte della
madre. Non è che
proprio ci stia dicendo "Ciao, sono felice di
rivederti, prestami attenzione e rigurgitami del cibo", però ci dice qualcosa del tipo "Ciao, sei tornato, sono contento, che ne
dici di darmi da mangiare così sono ancora più contento?".
A volte capita
di vedere un cane leccare un altro cucciolo o un bambino, utilizzando delleleccate più lente ed accurate. La solita mal interpretazione umana
dice: "Lo sta assaggiando prima di mangiarlo". No, semplicemente il
cane rievoca il comportamento materno, quindi il cane sta cercando di ripulire
il soggetto in questione da tutti quegli odori forti che potrebbero attirare
eventuali predatori. Stesso discorso quando il cane ci lecca le mani o i piedi
sudati, ci stanno in realtà proteggendo dai nostri nemici.
Passiamo poi ad
un altro tipo di leccamento, quello deferente nei confronti di chi è
gerarchicamente superiore. Il cane gregario lecca il
dominante, gli
dimostra rispetto in questo modo e riconosce la sua superiorità nel branco.
Quindi ecco che magari un cane un po’ spaventato dal veterinario, prima fa
qualche leccamento a vuoto (segnale calmante), poi magari ci lecca per indicare
che riconosce la nostra superiorità e chiederci, se fosse possibile, di non
dargli fastidio.
E i cani che si leccano da soli? Beh,
una leccatina di tanto in tanto è normale, ma se il comportamento diventa
continuo e costante allora siete di fronte ad una patologia comportamentale.
Cosa fare se il cane si lecca di continuo?
Se abbiamo detto che una leccatina di quando in quando è
normale, ecco che non lo è leccarsi di continuo. Il cane lo fa perché sta vivendo una situazione di profondo
disagio e stress,
quindi cerca di autogratificarsi leccandosi in modo da rilasciare endorfine
rilassanti. Se siamo arrivati a questo punto, siamo però di fronte a un comportamento ossessivo-compulsivo, che può esitare anche in ferite gravi, i
classici granulomi da leccamento. Ecco che prima di arrivare a questo punto,
sarebbe bene riconoscere che il proprio cane ha una patologia comportamentale e
che deve essere visitato da un veterinario comportamentalista per risolvere il
problema prima che degeneri.
Fonte:http://www.petsblog.it/post/86733/cane-che-lecca-le-mani-e-il-viso-del-proprietario-perche-lo-fa-veterinario-petsblog
domenica 31 agosto 2014
giovedì 28 agosto 2014
martedì 19 agosto 2014
DECRETO COMPETITIVITÀ: E' IL PEGGIOR ATTO SULLA FAUNA DEGLI ULTIMI VENT'ANNI. LA STRAGE DEGLI ANIMALI SELVATICI VOLUTA DAL PD PASSA CON LA FIDUCIA
Con la conversione del
decreto-legge 91/2014 viene definitivamente licenziato il peggiore atto degli
ultimi vent'anni sulla fauna selvatica: caccia di selezione agli ungulati anche
sulla neve, sterminio delle nutrie, caricatori delle carabine semi-automatiche
a cinque colpi anziché due in violazione della direttiva Habitat, gran
pasticcio normativo sui richiami vivi da utilizzare nelle caccie da
appostamento, in violazione della direttiva Uccelli. Quest'ultima scelta
avvenuta nonostante il 28 luglio scorso la Commissione Europea avesse inviato
al Governo italiano una lettera che stronca ogni tentativo di mantenere la
barbarie della cattura con le reti degli uccelli migratori, dichiarandola fuori
legge sempre e comunque, e ribadisce che per la caccia non c'è alcun bisogno di
richiami vivi.
Di richiami vivi ha invece bisogno la piccola lobby venatoria che guida le politiche sulla biodiversità del Partito Democratico e ha totalmente condizionato la linea del partito di maggioranza, su cui pesa la principale responsabilità del decreto, fortemente osteggiato da Sel e Movimento 5 Stelle e da pezzi di altri schieramenti come Forza Italia e Scelta Civica. Il Pd è stato l'unico gruppo parlamentare a non aver lasciato libertà di voto ai propri rappresentanti nelle commissioni competenti e in aula, costringendo i dissidenti, tra cui Monica Cirinnà, Laura Puppato e Silvana Amati, ad un'azione coraggiosa ed ancor più encomiabile in favore degli animali selvatici, che ha persino portato a sfiorare il risultato positivo. E costringendo moltissimi parlamentari democratici a scusarsi, giustificarsi, testimoniare i dubbi, le perplessità, i distinguo.
Il decreto 91 segna una frattura gravissima tra il mondo ambientalista e animalista e la gestione della politica su animali selvatici e biodiversità del Pd: una politica vecchia, dal fiato corto, che tradisce disprezzo verso le regole comunitarie e continua a rincorrere il consenso dei cacciatori, allontanandosi sempre più dalla cultura di attenzione per la natura e rispetto per gli altri esseri viventi, ormai diffusa in ogni dove nella società italiana.
Tutto questo, nonostante la ricca presenza, tra le fila del partito di maggioranza, di persone appassionate e di un mondo sensibile alle questioni della natura e agli aspetti etici, che meriterebbe ben più credito da parte di una politica che vuole essere rinnovatrice, culturalmente giovane, al passo con le grandi sfide dei tempi. C'è proprio qualcosa che non va, nelle politiche per la natura del Partito Democratico.
Lo scempio della fauna del decreto 91 rappresenta una pagina vergognosa, che la memoria non cancellerà ma che noi cancelleremo con i fatti. Perché la nostra battaglia per gli animali selvatici, la biodiversità, l'Europa, i valori di una società civile, continuerà senza pausa alcuna e sarà infine vincente. (8 agosto)
Di richiami vivi ha invece bisogno la piccola lobby venatoria che guida le politiche sulla biodiversità del Partito Democratico e ha totalmente condizionato la linea del partito di maggioranza, su cui pesa la principale responsabilità del decreto, fortemente osteggiato da Sel e Movimento 5 Stelle e da pezzi di altri schieramenti come Forza Italia e Scelta Civica. Il Pd è stato l'unico gruppo parlamentare a non aver lasciato libertà di voto ai propri rappresentanti nelle commissioni competenti e in aula, costringendo i dissidenti, tra cui Monica Cirinnà, Laura Puppato e Silvana Amati, ad un'azione coraggiosa ed ancor più encomiabile in favore degli animali selvatici, che ha persino portato a sfiorare il risultato positivo. E costringendo moltissimi parlamentari democratici a scusarsi, giustificarsi, testimoniare i dubbi, le perplessità, i distinguo.
Il decreto 91 segna una frattura gravissima tra il mondo ambientalista e animalista e la gestione della politica su animali selvatici e biodiversità del Pd: una politica vecchia, dal fiato corto, che tradisce disprezzo verso le regole comunitarie e continua a rincorrere il consenso dei cacciatori, allontanandosi sempre più dalla cultura di attenzione per la natura e rispetto per gli altri esseri viventi, ormai diffusa in ogni dove nella società italiana.
Tutto questo, nonostante la ricca presenza, tra le fila del partito di maggioranza, di persone appassionate e di un mondo sensibile alle questioni della natura e agli aspetti etici, che meriterebbe ben più credito da parte di una politica che vuole essere rinnovatrice, culturalmente giovane, al passo con le grandi sfide dei tempi. C'è proprio qualcosa che non va, nelle politiche per la natura del Partito Democratico.
Lo scempio della fauna del decreto 91 rappresenta una pagina vergognosa, che la memoria non cancellerà ma che noi cancelleremo con i fatti. Perché la nostra battaglia per gli animali selvatici, la biodiversità, l'Europa, i valori di una società civile, continuerà senza pausa alcuna e sarà infine vincente. (8 agosto)
SE IL CANE HA IL NASO SECCO VUOL DIRE CHE STA MALE?
Cerchi di capire se il tuo cane (o il tuo gatto) sta male toccando il suo naso? Non è una tecnica infallibile.
È una credenza che risale a quando i cani venivano usati soprattutto per la caccia. Se un cane ha contratto il cimurro una volta, infatti, il suo naso è secco e le sue capacità olfattive sono irrimediabilmente danneggiate. Quando i cacciatori dovevano comprare un cane gli tastavano il naso (detto anche “tartufo”) per assicurarsi di non fare un cattivo affare, comprandone uno “fuori uso”. La credenza, per estensione, è poi passata anche ai gatti.
Fattori climatici. In realtà il naso di cani e gatti è umido a causa della condensa dell’aria che si forma quando quella calda che esce dal naso entra in contatto con l’aria fredda esterna (un po’ come accade anche a noi quando d’inverno si “fuma” con il respiro). Il fatto che il naso di questi animali sia secco o umido dipende quindi, nella maggior parte dei casi, dalle condizioni climatiche: d’estate con il tempo asciutto sarà più secco, d’inverno sarà più umido.
domenica 27 luglio 2014
Gelosi come Otello: i cani sono possessivi nei riguardi dei loro umani
Lo ha dimostrato uno studio americano che ha filmato le reazioni dei 4 zampe in presenza di finti pelosi che attiravano le attenzioni dei loro amici bipedi.
Roma, 25 luglio 2014 - Non è solo questione di umani. La gelosia appartiene anche ad altre specie e, in particolare, ai cani. Come Otello sono possessivi con i loro amici umani e si mostrano pronti a non voler dividere neanche un attimo delle attenzioni umane con altri pelosi.
Lo ha dimostrato uno studio che, nella sostanza, ha riportato il sentimento della gelosia nella sfera degliistinti più che in quella delle sovrastrutture sociali. Lo studio, condotto su poco meno di una quarantina di cani dai ricercatori dell'università di San Diego, è stato pubblicato su PLOS ONE.
Per i test, i ricercatori hanno seguito il modello usato per esperimenti su bimbi di 6 mesi di età: hanno filmato di nascosto le reazioni dei cani mentre i loro padroni prestavano attenzione a cani finti ma animati, sia parlando con loro che dandogli da mangiare, carezzandoli o mostrando loro un libro. Nell'80% dei casi, i cagnolini veri hanno reagito all'usurpazione con atti di gelosia come toccando con la zampa i padroni per ricevere attenzione, o addirittura nel 25% dei casi cercando di spingere via il finto rivale.
"Il nostro studio suggerisce che non solo i cani dimostrano gelosia ma che tentano di spezzare il legame tra il loro padrone ed il presunto rivale", ha osservato l'autrice principale dell'indagine Christine Harris, professore di psicologia. Secondo i ricercatori, l'esperimento sui cani dimostra che contrariamente a quanto ritenuto da molti, "la gelosia non sarebbe una invenzione sociale ma istintiva". Sentimento comune tra i bipedi ma condiviso anche dai 4 zampe.
Fonte: http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/07/25/1086324-animali-cani-gelosia.shtml
giovedì 26 giugno 2014
CANI IN SPIAGGIA - TESTO INTEGRALE DELLA LEGGE APPROVATA DALLA REGIONE VENETO
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO IX LEGISLATURA
205ª Seduta pubblica – Giovedì 12 giugno 2014 Deliberazione legislativa n. 17
OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE RELATIVA A “MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 1993, N. 60 “TUTELA DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO” E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI”. (Progetto di legge n. 422)
La legge è stata approvata nel testo che segue:
MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 1993, N. 60 “TUTELA DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO” E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI
Art. 1 - Modifica dell’articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“2 bis. Al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione è vietato l’utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza, documentabili e certificate dal veterinario curante.”.
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“2 bis. Al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione è vietato l’utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza, documentabili e certificate dal veterinario curante.”.
Art. 2 - Modifica dell’articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.
1. Dopo il comma 6 dell’articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 sono aggiunti i seguenti:
“6 bis. La Giunta regionale, al fine di dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 3, comma 2 bis, sentita la competente commissione consiliare, emana apposite indicazioni tecniche aventi ad oggetto gli specifici requisiti delle strutture e delle recinzioni volte al ricovero dei cani e dei gatti e le modalità di custodia degli animali di affezione, con disposizioni specifiche per la custodia dei cani da parte dei privati.
6 ter. Le strutture e le recinzioni, realizzate secondo le modalità di cui al comma 6 bis, sono sempre consentite,anche in deroga alla normativa regionale e agli strumenti territoriali, ambientali, urbanistici ed edilizi.”.
1. Dopo il comma 6 dell’articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 sono aggiunti i seguenti:
“6 bis. La Giunta regionale, al fine di dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 3, comma 2 bis, sentita la competente commissione consiliare, emana apposite indicazioni tecniche aventi ad oggetto gli specifici requisiti delle strutture e delle recinzioni volte al ricovero dei cani e dei gatti e le modalità di custodia degli animali di affezione, con disposizioni specifiche per la custodia dei cani da parte dei privati.
6 ter. Le strutture e le recinzioni, realizzate secondo le modalità di cui al comma 6 bis, sono sempre consentite,anche in deroga alla normativa regionale e agli strumenti territoriali, ambientali, urbanistici ed edilizi.”.
Art. 3 - Inserimento dell’articolo 18 bis nella legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.
1. Dopo l’articolo 18 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“Art. 18 bis - Accesso ai giardini, parchi, aree pubbliche ed aree riservate agli animali da compagnia.
1. Agli animali da compagnia, accompagnati dal proprietario o da altro detentore, è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge; in tali luoghi è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola o di altri strumenti contenitivi, secondo le modalità già previste dalla normativa vigente.
2. Agli animali da compagnia è vietato l’accesso in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto.
3. I comuni possono, nell’ambito di giardini, parchi, spiagge ed altre aree destinate a verde pubblico,individuare, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati agli animali da compagnia, dotandoli anche delle opportune attrezzature; tali spazi sono forniti di acqua, contenitori per la raccolta delle deiezioni, spazi d’ombra ed eventuali divisioni per animali grandi e piccoli.
4. Negli spazi a loro destinati, gli animali possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la sorveglianza del responsabile, senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti.”.
1. Dopo l’articolo 18 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“Art. 18 bis - Accesso ai giardini, parchi, aree pubbliche ed aree riservate agli animali da compagnia.
1. Agli animali da compagnia, accompagnati dal proprietario o da altro detentore, è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge; in tali luoghi è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola o di altri strumenti contenitivi, secondo le modalità già previste dalla normativa vigente.
2. Agli animali da compagnia è vietato l’accesso in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto.
3. I comuni possono, nell’ambito di giardini, parchi, spiagge ed altre aree destinate a verde pubblico,individuare, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati agli animali da compagnia, dotandoli anche delle opportune attrezzature; tali spazi sono forniti di acqua, contenitori per la raccolta delle deiezioni, spazi d’ombra ed eventuali divisioni per animali grandi e piccoli.
4. Negli spazi a loro destinati, gli animali possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la sorveglianza del responsabile, senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti.”.
Art. 4 - Modifica dell’articolo 20 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 20 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“1 bis. Chiunque violi la disposizione contenuta nel comma 2 bis dell’articolo 3 è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 ad euro 300,00.”
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 20 della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60 è aggiunto il seguente:
“1 bis. Chiunque violi la disposizione contenuta nel comma 2 bis dell’articolo 3 è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 ad euro 300,00.”
Art. 5 - Norma transitoria
1. Ai fini di consentire al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione di adeguarsi a quanto previsto dalla presente legge, il divieto di cui all'articolo 3, comma 2 bis, della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60, così come introdotto dall’articolo 1, non si applica per un periodo di sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
1. Ai fini di consentire al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione di adeguarsi a quanto previsto dalla presente legge, il divieto di cui all'articolo 3, comma 2 bis, della legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60, così come introdotto dall’articolo 1, non si applica per un periodo di sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
Cani sulle spiagge venete? Solo se i gestori o i Comuni non lo vietano.
Dopo l'approvazione
della legge regionale si pensava che gli accessi dei pelosi fossero stati
legalizzati in tutti i luoghi pubblici. In realtà la legge ribalta solo il
principio: dove non è espressamente vietato è consentito. Ma può essere vietato
ovunque, a patto che sia segnalato o riferito
Ma le cose non stanno esattamente così. La
legge, in realtà, ribalta il principio base e consente tutto ciò che
non è espressamente vietato. La regione dice sì all'ingresso in
spiagge, campeggi, giardini e quant'altro a cani e gatti a
meno che il gestore del singolo arenile, il proprietario del singolo giardino o di un'altra area pubblica non
decida di vietarlo espressamente.
Il divieto può essere opposto sia dal gestore
dello stabilimento balneare - che dovrà avere cura di affiggere apposito
cartello - o dal Comune di pertinenza. Così potrà accadere nel campeggio,
nell'area verde o in qualsiasi spazio comune. Secondo il principio rovesciato di cui sopra:
se il cartello di divieto non c'è o il gestore non lo specifica espressamente,
si può entrare con il peloso al seguito. Peraltro la normativa venetanon impone che i proprietari di stabilimenti o i
Comuni debbano individuare, per
forza, aree da riservare ai quattrozampe. Anzi. L'unica
sanzione alla quale il testo fa riferimento è quella per i proprietari di
animali che
non viaggino muniti di guinzaglio e museruola. Altro divieto invalicabile è quello
di portare animali domestici nelle aree riservate ai bambini, come nei giardini
o altrove.
La legge, per farla breve, lascia un ampio
margine di discrezionalità, talmente ampio da consentire di non modificare di
nulla, o quasi, la situazione. E non prevede che i Comuni si debbano
espressamente pronunciare sulla materia ma se lo fanno o se, nel Comune, vige
un regolamento discordante, il volere del Comune diventa prevalente.
La nuova normativa fissa principi generali
apprezzati e importanti ma, nella pratica, rischia di restare molto teorica. Se
il gestore non vuole, se il Comune non è d'accordo, se il proprietario nicchia,
niente da fare: il cane resta a casa e in spiaggia ci va il padrone da solo.
Fonte:http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/06/26/1083569-animali-spiagge-veneto.shtml
mercoledì 11 giugno 2014
Cani e gatti: consigli contro il caldo afoso
Una forte ondata di caldo ha
fatto alzare le temperature lungo tutto il territorio italiano, in sintonia con
l’estate alle porte. Ma il passaggio repentino dei gradi verso l’alto ha messo
alle strette chi l’afa la patisce particolarmente, cani e gatticompresi.
Esattamente come l’uomo, l’amico a quattro zampe soffre questo innalzamento
delle temperature, per questo è importante monitorarne i movimenti evitando
l’esposizione prolungata al sole.
Per impedire che la
salute di cani e gatti venga meno è importante mette in
pratica una serie di accorgimenti base, simili a quelli rivolti a bambini e
anziani. Alcune razze in particolare soffrono di più l’afa, come evidenziato da Raimondo
Colangeli, vicepresidente dell’Associazione nazionale medici
veterinari italiani (Anmvi). Fra queste le brachicefale, cioè gli esemplari dal
muso schiacciato: Bulldog,
Shih-tzu,Carlino,
Boxer, Pechinese e Molosso. Un cane non suda, se non
attraverso i polpastrelli, quindi eliminare il calore è per lui complesso. Il
colpo di caldo è purtroppo una realtà che si presenta con frequenza, da
prevenire con piccoli stratagemmi.
Mai lasciare il cane
o il gatto al sole in giardino oppure chiuso all’interno di un automobile, senza la
possibilità di un ricambio d’aria. Questa condizione potrebbe favorire respiro
affannoso, un forte malessere e svenimento. Se non si interviene
tempestivamente, liberando l’animale dalla condizione di sofferenza, si può
giungere alla morte con rapidità. Per questo è importante
intercettare il proprietario dell’auto, interpellare le forze dell’ordine e il
veterinario di zona. Indispensabile poi creare ombra e gettare acqua tramite le
fessure fino all’apertura della macchina, quindi estrarre l’animale
sistemandolo all’ombra, rinfrescandolo con pezze di stoffa bagnata in attesa
del veterinario.
Mai
passeggiare nelle ore più calde, in particolare se il quadrupede è anziano,
quindi fornirgli sempre acqua fresca cambiata con frequenza. Mai esporre
anche gli altri animali domestici al sole e al caldo diretto, ma consentire
loro la possibilità di un riparo, dell’ombra e magari un po’ di refrigerio,
dato dal ventilatore non puntato sul corpo oppure di un bagno.
Quindi evitare di recludere gli amici di casa in gabbia o nel trasportino,
abbandonandoli sotto il sole diretto. I nostri amici hanno bisogno
di cure e attenzioni, importante garantirgli il massimo benessere e la totale
sicurezza.
Fonte: http://www.greenstyle.it/cani-gatti-consigli-caldo-afoso-93143.html
Iscriviti a:
Post (Atom)






















